"Mario" ( estratto )
Io
in quattro anni sono stato in cinque campi diversi, non sono mai stato detenuto
legalmente, ho sempre avuto una posizione anomala, sono passato direttamente
dallultimo campo alla libertà, però non è stato un
passaggio così netto, non è che un giorno mi hanno detto: Bene,
questa è la porta, vai, è stato graduale: un giorno mi hanno
portato a casa, dove cera la mia ex-moglie, e siamo rimasti lì
due ore con due di loro, poi mi hanno di nuovo riportato via; e per un mese,
anche se avessi voluto non avrei potuto parlarle nemmeno per telefono. Poi mi
hanno preso una seconda volta e riportato a casa, dicendomi: Bene, ti
veniamo a cercare domani, tu rimani a dormire, naturalmente non ti lasceremo
una guardia qua sulla porta, così se vuoi puoi svignartela, però
se scappi preoccupati di portare con te tua moglie, i tuoi genitori, i tuoi
fratelli, tutta la tua famiglia, non lasciare nessuno qua, quindi immagina
come mi sentivo... Ero stato sequestrato per tre anni e durante quel periodo
mi ero convinto che mi avrebbero ucciso, così il mio scopo quotidiano,
dato che non avevo obiettivi a lunga scadenza, era arrivare vivo al giorno dopo.
Non mi chiedevo: Che cosa farò quando uscirò?, nessun
progetto di questo genere, consideravo solo come darmi da fare politicamente
allinterno del campo; e dentro di me cercavo di arrivare vivo al giorno
seguente, niente di più, ogni volta che pensavo a un obiettivo era quello:
arrivare vivo al giorno dopo, e ho vissuto così per tre anni... Mi avevano
sequestrato il 18 novembre 1977...
Ho passato quattro ore a fare dichiarazioni ai comandanti in tribunale ... ho
la versione stenografata, anche se non è lo stesso, perché è
unaltra cosa ciò che uno dichiara, quando risponde alle domande
del giudice, dellavvocato accusatore e dei difensori dei comandanti, erano
in ventuno a interrogarmi...
Sono uscito nellagosto dell81: lultimo luogo dove sono stato
è la ESMA; quando sono uscito, non potevo vedermi con tutti i miei amici,
non perché fosse proibito, però dovevo muovermi con molta attenzione
per non turbare la gente, perché per molti vedermi era uno spavento...
Un venerdì notte mi hanno lasciato a casa e sono tornati a cercarmi la
domenica per strada mentre stavamo prendendo un autobus per rientrare, perché
era da casa che dovevamo chiamare per farci venire a prendere. Ci hanno trascinato
direttamente in una pasticceria vicino alla esma. Ho passato un anno in bilico
tra dentro e fuori, infine sono ritornato a vivere a casa mia, però dovevo
chiamare tutti i giorni la polizia... È da poco che ho ripreso il mio
lavoro, io sono fisico e posso lavorare solo allUniversità o nella
Ricerca, ma in quel periodo era impossibile... avevo perso il treno nel mio
lavoro, non sapevo in che direzione stava andando la fisica...
Durante il processo ho avuto lidea di scoprire le carte in tavola: Io
qua racconto tutto quello che è successo; questa soluzione mi è
sembrata neutra: se merito una pena per aver collaborato sono disposto ad accettarla
se cè giustizia... La mia idea è stata questa, ho detto:
Bene, andiamo a vedere qual è la realtà, e di fatto
ciò che è venuto dopo, gli indulti e tutto il resto, mi hanno
dimostrato che non esiste affatto un sistema neutro... se questo sistema fosse
distrutto e ce ne fosse uno che difendesse gli interessi del popolo, la cosa
sarebbe diversa, io accetterei di pagare i miei errori se ne ho fatti, perché
alcuni atti si possono valutare come errori e altri no, però cambierebbe
valutazione se si cambia prospettiva; ciò che qui sarebbe un delitto
non lo sarebbe più...
Cè gente che quando sono uscito faceva finta di niente, non voleva
sapere, preferiva se non gli si parlava dellargomento; con altri invece
parlavo, ai miei amici raccontavo, ma alcuni non si azzardavano a farmi domande,
pensavano che mi dava fastidio ricordare e in questi casi dicevo di non farsi
nessun problema: Preferisco parlarne, così mi tolgo i fantasmi
da dentro, comincio a elaborare e se devo vivere tutta la vita con questo dentro,
sarebbe una vita invivibile.... Però pensavo: Questo non
è sufficiente per recuperare la mia vita: la tappa del sequestro
è stata molto negativa per la mia esistenza come sarebbe per chiunque
altro, io ho una mia filosofia su come si può trarre profitto da tutto
quello che si affronta... Ho cominciato a pensare allora che lunico modo
per riscattare il vissuto era trovare uno scopo e sono arrivato alla conclusione
che lunica cosa utile era testimoniare, non avrei mai pensato che si sarebbero
fatti dei processi, però testimoniare, che si sapesse tutto...
(
continua )
da: Argentina 1976-2001 filmare la violenza sotterranea, Ubulibri, Milano 2001,
pp. 177-190.
traduzione di Daniele Aluigi, collaborazione alla riduzione di Leonardo Mello