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"In
Garage Olimpo è come se un vento avesse soffiato a rendere secco
linguaggio e immagini, ad asciugare gli occhi. Questa secchezza è
una dote essenziale di Bechis, che rende così efficace e discreta
la commozione. E' una sua dote la forza delle figure femminili, forse
neanche scelta, e quasi risultante dalle cose. In Garage Olimpo ci sono
soprattutto una madre e una figlia. In Alambrado una sorella, in Figli
una sorella. Così almeno mi pare. Voglio dire anche che c'è
in Garage Olimpo una capacità sconvolgente di toccare il nervo
della tortura, l'oscena intimità di cui il torturatore pretende
di contagiare il torturato. E' insieme un'oscenità della tecnica
e della frustrazione sessuale, una specie di stupro compiuto da un medico
sulla paziente sveglia e immobilizzata. (dall'introduzione di Adriano Sofri) |
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