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Film 3 febbraio 2002
di Morando Morandini
Ieri , oggi ,domani
"Hijos" in castigliano sta per "figli", ma èanche
il nome dell'associazione argentina che riunisce i figli dei prigionieri potitici
che, neonati alla fine degli anni '70, dopo la "desaparici6n" dei
genitori, furono dati in adozione ad altre famiglie, spesso quelle di ufficiali
della dittatura militare. Secondo t'associazione Nonne di Plaza de Mayo, tra
il 1976 e il 1984, scomparvero circa 500 bambini. I casi denunciati furono
soltanto 250. Settantadue sono stati trovati vivi e identificati con sicurezza.
Oggi sono adulti sopra i vent'anni. Sessantotto di loro hanno deciso di vivere
con i parenti dei loro genitori naturali; solo quattro sono rimasti nelle
famiglie acquisite. Ricordo quello che Gustavo Noriega scrisse dei sentimenti
che gli aveva suscitato "Garage Olimpo"; non l'indignazione, che
ci lascia appagati e soddisfatti con noi stessi, ma la nausea e la vergogna:
"... la vergogna profonda dì essere argentino, di essere umano,
di appartenere alla specie capace di una condotta simile. Siamo macchiati,
lo saremo per sempre." Garage Olimpo" rinnova questa vergogna e
io, personalmente, gliene sono grato". Con "Figli/Hijos" Marco
Bechis torna su quella vergogna, ma con un'altra ottica. Non c'è più
la violenza in presa diretta, ma rimane il dolore. I due film sono complementari
e diversi. "Garage Olimpo" è un film sul passato, "FiglilHijos"
rievoca quel passato con la sensibilità e, forse, la speranza del presente.
Nel primo c'è una madre che ricerca una figlia, nel secondo una sorella,
nuova Antigone, cerca un presunto fratello gemello e lo trova a Milano nel
dicembre del 2000. Non importa molto se Rosa abbia o no ragione nel riconoscere
in Javier il gemello: il legame di sangue è meno importànte,
meno significativo della radice comune, collettiva e storica, che lega Javier
e Rosa, come mostra il finale del film. "Garage Olimpo" era un film
politico, almeno in un certo senso; "Figlii Hijos" è un film
fatto politicamente.